Thinking on paper

Pensare scrivere comunicare

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Pensare su carta

Il linguaggio definisce l’orizzonte del nostro mondo, Il termine entro il quale - dando un nome alle cose, logicizzandole, conoscendole - possiamo operare.

Il nome 5 double w non è casuale, è un chiaro riferimento alla regola delle 5 W del giornalismo anglosassone: who, what, where, when, why volta a tracciare uno schema mentale per comunicare efficacemente rispondendo alle domande chi, cosa, dove, quando e perché.

Affinché un lettore o navigante sia interessato alla lettura, deve trovare rapidamente queste informazioni fondamentali e intuire subito perché dovrebbe fermarsi sul nostro sito, in base a quali offerte e contenuti.

Queste domande devono trovare risposta in home page - se si tratta di sito internet - o nelle prime righe di un articolo - se si tratta di newsletter, comunicati stampa, article marketing, articoli giornalistici, e-mail - per catturare l’attenzione dell’utente ed invogliarlo a proseguire la navigazione o la lettura dell’articolo.

È ovvio che le 5 "W" non hanno sempre la stessa importanza: dipende dall’oggetto della notizia. Si parla quindi di comunicazione. Ma per una comunicazione efficace non basta seguire questo modello: è necessario superare la visione nielseniana utentecentrica – certo, efficace per la navigabilità di un sito, ma non esaustiva per trattenere il lettore sul nostro sito – per costruire una relazione bipolare, uno scambio circolare e paritetico in cui i due poli, emittente e destinatario hanno bisogno l’uno dell’altro e in cui non esiste una figura preminente attorno alla quale costruire la comunicazione.

Si potrà cosi favorire la risonanza cognitiva, o almeno evitare l’entropia comunicativa, ossia quel rumore che causa la perdita di informazione.

Mi occupo di comunicazione per passione e per professione. Ecco il senso del titolo "Pensare scrivere comunicare".

Sono Web Communication Specialist.  La net semiology, è la disciplina che analizza gli aspetti linguistici, visivi e relazionali di un sito internet e indica come costruire siti comunicativamente efficaci. Per realizzare un artefatto comunicativo è importante usare correttamente i codici testuali, visivi, grafici, cromatici e di navigabilità, perché il messaggio che l’emittente intende veicolare, giunga al destinatario senza distorsioni.

I codici della comunicazione sono il fondamento della relazione bipolare che si instaura fra emittente e destinatario. La differenza fra informazione e comunicazione sta proprio nella valenza emotiva: simboli, icone, indici, codici cromatici, e funzioni comunicative, se ben utilizzati, alimentano il flusso di ritorno. I visitatori, prima di diventare tali, sono naviganti e cercano le informazioni nei motori di ricerca, navigano a singhiozzo,  saltando da un sito all’altro senza approfondimento. Solo quando sono attratti dal messaggio che appare - prima di tutto nelle pagine dei motori di ricerca - e successivamente nella pagina web, decidono di proseguire il viaggio in quel sito. E se il messaggio delude le aspettative rispetto alle dichiarazioni che appaiono nelle serp dei motori di ricerca, abbandonano il sito.

Un buon Seo si colloca a pieno titolo quale punto di raccordo fra la visibilità - che si ottiene grazie ad un’attenta strutturazione gradita ai motori di ricerca (Seo) - e un efficace messaggio comunicativo definito dai progettisti del sito medesimo. Perché se è vero che un sito non visibile è inutile, è vero il contrario: un sito visibile, ben posizionato nei motori di ricerca, magari nelle prime 10 posizioni, non ha efficacia in termini di conversione se strutturato male. Se difettano, cioè, i principi della fruibilità della navigazione e difetta la valenza emotiva.

Per la realizzazione di un buon progetto comunicativo, però, non basta affidarsi a professionisti della comunicazione e del marketing, è opportuno altresì avvalersi di esperti tecnici: grafici, web designer, web developper, in grado di realizzare l’artefatto comunicativo in perfetta armonia… dal progetto alla pubblicazione.

Credo fermamente nella suddivisione dei compiti, perché fondere tutte queste esperienze in una sola professione è arduo nella misura in cui le differenti discipline richiedono tempi di studio, analisi e aggiornamenti consistenti. A ciascuno la propria competenza, perché, come si dice: "l’unione fa la forza".

Per me un buon progetto deve avere alla base un team di professionisti che partecipi allo sviluppo del sito nel rispetto delle singole discipline.

 

 

 

 

 

 

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