Comunichiamo?
Gennaio 9th, 2009 by Cristina
Comunicazione efficace
Per esigenze di “copione” limiterò la trattazione al solo colore elettronico.

La distinzione è d’obbligo perché è noto che il colore elaborato attraverso i monitor, in particolare, quello utilizzato nel web non ha corrispondenza con quello impiegato in contesti diversi, visivi e percettivi, in quanto ha caratteristiche differenti.
Per intenderci, su carta operiamo una sintesi sottrattiva, mentre il colore trasmesso dal monitor è il risultato di sintesi additiva.
Il colore quindi può essere riportato, oppure emesso, come accade con le immagini che ci vengono dal monitor di un computer; talvolta è riflesso: le foglie verdi, il colore degli occhi, i film che vengono proiettati su una superficie bianca.
L’occhio per la sua particolare conformazione, è in grado di percepire una limitata banda di onde elettromagnetiche - che vanno dal viola al rosso - e grazie alla retina compone i vari colori mediante la combinazione di tre colori principali: rosso, verde, blu.
Per fare un esempio, si pensi alla neve, che noi definiamo bianca perché la retina opera una sintesi additiva di rosso, verde, blu, che ci permette di codificarla come bianca, appunto.
Il colore elettronico risulta molto più acceso e colpisce maggiormente l’attenzione dell’utente. Inoltre si deve considerare che i continui refresh non garantiscono la giusta stabilità delle immagini, soprattutto a basse frequenze. Di conseguenza il risultato del colore elettronico non è solo più acceso, ma anche più dinamico: in continuo movimento, che, implicitamente, procura anche un certo affaticamento visivo.
Ma a noi, in questo contesto, interessa l’impatto dal punto di vista emotivo percepito dal navigante.
Partendo dalla consapevolezza che la nostra programmazione visiva ci permette di percepire 16.700.000 colori, in un range che va dai 380 ai 780 nanometri, ovvero dal viola – limite inferiore - al rosso – limite superiore, e il valore intermedio è attribuito al verde con i suoi 550 nm, possiamo definire che l’insieme dei colori visibili dall’occhio umano, è racchiuso nella grande famiglia delle onde elettromagnetiche.
Ultimo dato tecnico che valga la pena di ricordare è che percepiamo 256 gradazioni di rosso, 256 di verde e 256 di blu. Questo è il famoso RGB (red, green, blue). La moltiplicazione di queste combinazioni, porta al risultato di cui sopra: 16.700.000 colori percepibili dall’occhio umano.
Oltre a ciò si consideri anche la temperatura intrinseca, che fa sì che la nostra percezione cambi in base al colore: un blu ci darà la sensazione di freddo, mentre un rosso aumenterà la nostra sensazione di caldo.
Biologicamente siamo strutturati in modo tale che il nostro sistema simpatico e parasimpatico reagiscano in modo differente a stimoli cromatici diversi.
Il nostro sistema nervoso comprende l’uno e l’altro. Il sistema simpatico aziona le attività di eccitazione, difesa, urgenza. Mentre il parasimpatico, è deputato alle attività di routine dell’organismo.
Valenza emozionale
I colori adrenalinici agiscono sul sistema simpatico e parasimpatico, stimolando, anche a livello inconscio, una delle componenti principali alla base della nostra emozionalità: l’adrenalina.
Il logo è il punto focale della comunicazione su web, quindi la scelta del colore, oltre che dell’immagine, assume una notevole importanza rispetto al messaggio che si vuole veicolare e che dev’essere coerente con tutto il sito.
Il rosso attiva l’adrenalina attraverso il sistema simpatico. È il colore emozionale per eccellenza.
Il blu, all’opposto, disattiva l’adrenalina attraverso il sistema parasimpatico ed invita alla calma. Tende a spegnere le emozioni molto forti.
Tra il rosso e il blu, c’è una scala di colori, che orienterà l’emozionalità in base alla percentuale di rosso o di blu presente nel pigmento medesimo.
Il verde – al centro dello spettro visibile – definisce una condizione neutra, rispetto ai due estremi rosso/blu. L’esempio tipico del semaforo è chiaro: il verde ci invita a procedere senza emozionarci (rosso), ma anche senza addormentarci (blu). Infatti, il verde è sinonimo di stato di quiete.
Vediamo meglio le caratteristiche dei colori dello spettro a noi visibile in ordine crescente rispetto al grado di emozionalità che suscitano
- viola: colore trans-percettivo (al limite dello spettro visibile). Eleganza o penitenza, disagio o ammonimento
- blu: colore adrenalinico-parasimpatico, legato al concetto acqua cielo, rasserena, disattiva l’adrenalina. Calma, tranquillità, sicurezza. Impiegato in prevalenza nei settori bancari o ambiti tecnologici e di igiene. Non a caso, tutta la famiglia dei blu, viene definita anche blu istituzionale. Infatti, qualora si decida di dare una sferzata di emozionalità, si accosta un colore più emozionale: è il tipico esempio del conto arancio, che al blu ha associato l’arancione della zucca
- azzurro: colore transitorio, maggior dinamismo. Determina un senso di attività
- verde: natura, vita, salute > Colore deterministico. È indipendente dal sistema simpatico e parasimpatico. Genera sensazione di relax, calma, sicurezza, vitalità, benessere psicofisico
- giallo: colore transitorio > vitalità, pericolo. Tra il verde e il rosso, è il colore di cambiamento, allerta. Esprime vitalità estrema e pericolo. È legato all’immagine del sole
La famiglia dei gialli, dal gold all’ivory, è in sostanza molto fluida e dinamica e viene impiegata per indicare concetti di cambiamento ed evoluzione - arancione: colore transitorio, si avvicina al rosso e quindi riflette emozionalità. Tutta la famiglia degli arancioni, esprime concetti di ottimismo e se orientata al marrone, esprime cultura e lifestyle
- rosso: sangue, fuoco, sole > colore adrenalinico simpatico. Colore che eccita, spaventa, adira, stimola l’adrenalina. Colore di passione, agitazione, instabilità, emotività. La relativa famiglia esprime pienamente tutte le gradazioni di emozionalità e passionalità tipiche di questo colore.
Gran parte della comunicazione è giocata proprio su queste variabili cromatico-emozionali. E anche se qui parlo di colore elettronico, va da sé che queste variabili vengano ampiamente utilizzate in ogni media. Le campagne pubblicitarie pongono estrema attenzione, infatti, ai colori da utilizzare.
Una scelta oculata in fase di progettazione di un testo visivo, favorisce la realizzazione di un artefatto comunicativo che non invii messaggi, tramite parole, forme e colori, tra loro contrastanti o che, comunque, non esprimano l’intenzionalità di chi li ha scelti a causa dell’uso poco accorto dei colori, in base anche al contesto.
Occorre però tener presente non solo le conseguenze percettive dell’uso di un colore piuttosto che un altro, ma anche le influenze e interferenze tra colori e forme, cosi come tra colori e contrasti cromatici.
Ogni artefatto comunicativo, se ben studiato, ne considera tutti gli aspetti.
Mi astengo dal parlare di contrasti cromatici, per non farvi scappare a gambe levate.
E concludo qui.
Allora, il messaggio che inviamo, corrisponde a ciò che vogliamo comunicare?
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Gennaio 9th, 2009 at 10:06
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